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Vi è mai capitato di fare la pizza e di non riuscire a trovare qualche foglia di BASILICO per aromatizzare il sugo? Beh, questo è ciò’ che mi è accaduto ed è stata questa la scintilla che mi ha spinta a compare le PIANTINE AROMATICHE. Sono poco ingombranti, hanno bisogno di poche attenzioni e danno grandi risultati. Così’ sono uscita alla ricerca delle piantine, mi sono fatta spiegare come travasarle, ho comprato vasi di plastica e terra,ho sbirciato un po’ su internet e rotto le scatole a qualche amica col pollice verde…… ed è cominciata la mia avventura che adesso voglio condividere con voi.

Iniziamo il viaggio

IL BASILICO

Il basilico deve essere utilizzato fresco e aggiunto alle pietanze all’ultimo momento. La cottura ne attenua velocemente il sapore fino a neutralizzarlo, lasciando poco del suo profumo. Quando essiccato, perde completamente il suo sapore e ha un debole profumo di fieno. Lo si può pestare in un mortaio per rompere le cellule che contengono l’olio essenziale e per liberare meglio l’aroma. In frigorifero si può conservare al massimo per due giorni, avvolto in un canovaccio da cucina. Le foglie congelate conservano invece il sapore per diversi mesi.

COME CURARE IL BASILICO

Il basilico cresce bene quando il sole è abbondante e la temperatura tra i 20 ºC e 25 ºC, come nel clima mediterraneo. A più alte temperature necessita di una più alta umidità, e non resiste a temperature inferiori ai 10 °C. Gradisce annaffiature frequenti, ma con un suolo ben drenato, in quanto i ristagni d’acqua sono dannosi per le radici. Si coltiva negli orti o in vaso.

Il periodo di fioritura è tra giugno e settembre. Le piante di basilico devono essere regolarmente cimate CON UNA FORBICE asportando gli apici vegetativi e i fiori, per consentire una crescita rigogliosa e per allungare il ciclo di vita, che termina con la produzione dei semi. Sui fusti lasciati a fiorire, la crescita delle foglie rallenta e si ferma, il fusto diventa legnoso, e cala la produzione dell’olio essenziale che produce il profumo. I semi possono tuttavia essere seminati l’anno successivo.

La propagazione per semina si effettua in primavera, verso marzo-aprile. In un clima temperato, la semina può essere fatta in serra o in vasi mantenuti ad una temperatura di circa 20 °C. Il trapianto in piena terra si può fare quando la temperatura esterna minima supera i 10 ºC e non c’è pericolo di gelate notturne, quindi tra aprile e maggio a seconda del clima locale. Luglio e agosto sono i periodi migliori per la raccolta delle foglie.

IL PREZZEMOLO

Pianta biennale, originaria delle zone mediterranee, dove cresce spontanea.

Le foglie e i fusti sono le parti utilizzate, sia per il consumo fresco sia per la preparazione di salse.

La pianta cresce bene in climi temperati, non sopporta il freddo intenso e per questo motivo si sconsiglia di effettuare la semina prima dei mesi di marzo a nord e febbraio al sud.

Questa pianta predilige terreni ricchi di sostanza organica; Qualora la pianta presentasse degli ingiallimenti, potrebbe essere necessaria l’aggiunta di prodotti a base di ferro. Sarà importante mantenere il terreno pulito da erbe infestanti e zappettato per favorire sia l’irrigazione che l’arieggiamento della pianta.

COME CURARE IL PREZZEMOLO

Il prezzemolo solitamente viene raccolto in modo scalare dopo 70 giorni, tagliando a pochi centimetri da terra. Il prezzemolo cresce molto velocemente e per questa ragione si possono effettuare più tagli nell’arco dell’anno.

  • l prezzemolo odia il freddo. Seminatelo quando siete certi che la primavera sia ormai arrivata e che non ci saranno gelate improvvise. Se il tempo è ballerino, coprite la superficie con del tessuto non tessuto (lo trovate al vivaio o dal fiorista).
  • Il prezzemolo ha bisogno di un terreno nutriente: se utilizzate un terriccio standard, può essere utile aggiungere del concime organico durante tutte le fasi della crescita (anche qui, se chiedete al vivaista vi darà quello giusto).
  • Le piantine dovrebbero spuntare nel giro di una ventina di giorni, se il sole aiuta.
  • Crescerà rigoglioso e dopo appena un mese e mezzo sarà possibile il primo “raccolto” ; tagliate senza indugi, ricrescerà più volte nel corso dell’estate.
  • Abbiate cura di tenere il terreno spogli di piante infestanti, perché soffocano le radici.
  • Se vedete che le foglie tendono a ingiallire probabilmente è a causa dimancanza di ferro (avete un prezzemolo anemico!). Non dategli i vostri integratori, al vivaio troverete quelli studiati apposta per lui e i suoi amici “a sangue verde”.

LA SALVIA

La Salvia Comune è un piccolo arbusto sempreverde.

Le foglie semplici, feltrose al tatto, hanno un colore verde-grigiastro e un odore caratteristico. La forma è ovale con margine crenato, nervature penninervie, attaccatura picciolata con inserimento semplice.

Nonostante la sua origine mediterranea, la presenza della salvia per aromatizzare carni di vario genere è consolidata da secoli in quasi tutte le tradizioni culinarie d’Europa. Meno comune ma non raro è il suo impiego per cibi di tipo diverso: pasta (notissimi in Italia i tortelloni burro e salvia), formaggi (p.es. alcuni formaggi alle erbe), foglie di salvia fritte e anche zuppe.

TECNICA COLTURALELa Salvia è una pianta molto facile da coltivare, rustica che vive bene se esposta in pieno sole. E’ infatti una pianta sia termofila che eliofila vale a dire che ama il caldo ed il sole. In genere l’aerale di coltivazione arriva fino ai 900 m di altitudine non oltre in quanto i climi troppo freddi non sono tollerati. Sopravvive con difficoltà negli ambienti con inverni lunghi e freddi.

Può essere allevata anche in appartamento purchè si rispettano le sue esigenze colturali anche se è all’aperto e in piena terra che cresce al meglio.

Gradisce una buona circolazione dell’aria.

In genere dopo 4-5 anni la pianta tende a degenerare per cui dopo tale periodo è bene sostituirla.

E’ una pianta che va annaffiata con moderazione
IL ROSMARINO

Coltivare una pianta di rosmarino è molto semplice. Questo articolo non è dedicato agli esperti di giardinaggio che potranno trovare in rete e sui testi specializzati tutte le informazioni dettagliate del caso, quanto a coloro che che non amano il giardinaggio e sono sostanzialmente ignoranti in materia, ma sono interessati a tenere in terrazzo alcune piante aromatiche da usare in cucina.

Una pianta di rosmarino andrebbe acquistata in un vivaio o in un negozio specializzato. Le piante vendute al supermercato in genere sono maltrattate e spesso provengono da serre dove la pianta viene fatta crescere in fretta e in un ambiente non naturale che rende la pianta debole e più soggetta a malattie. Le foglie devono essere di un verde intenso e la pianta non deve avere parti secche. Di solito le piante italiane hanno un vaso di grandezza idonea alla crescita della pianta per almeno 2 anni e quindi non è necessario travasarla.

Una volta a casa la pianta va messa all’aperto, in terrazza o in giardino. Il rosmarino resiste a temperature anche sotto lo zero, quindi solo in caso di climi particolarmente rigidi va protetto coprendo il vaso ma non la pianta, oppure trasferendola all’interno. La pianta va posizionata al riparo dal vento, quindi a ridosso di un muro o riparato da una pianta più grande. Se si tiene all’interno, va tenuta in una zona non troppo calda e va innaffiata abbastanza spesso (3 volte la settimana), se si tiene all’esterno non va innaffiato praticamente mai in inverno, e spesso in estate. Le radici non marcisono facilmente se troppo bagnate e quindi si può tenere una certa quantità di acqua di riserva nel sottovaso (non in estate, perché si offre un habitat ideale alle zanzare).
Le foglie vanno rimosse dalle zone basse della pianta, quelle meno esposte al sole, e da quelle più folte, badando di non raccogliere le cimette più giovani.

Il rosmarino in genere non viene attaccato da parassiti e quindi non necessita di alcun trattamento antiparassitario (che tra l’altro lo renderebbe inidoneo all’utilizzo in cucina).
La concimazione va fatta in primavera inoltrata e volendo in autunno, è bene acquistare i concimi a rilascio graduale, sottoforma di palline da posizionare lontano dalle radici, queste sfere si sciolgono gradualmente durante l’innaffiatura. In questo modo non si rischiano sovradosaggi che potrebbero uccidere la pianta.

LA MENTA
La menta è una pianta di facile coltivazione: cresce bene sia in pieno sole che all’ombra (anche se le esposizioni molto luminose favoriscono la produzione di oli essenziali) e si adatta sia alla coltivazione in piena terra che in vaso, sebbene sia consigliabile coltivarla in vaso dal momento che il suo accrescimento è talmente rapido e vigoroso da conferirle le caratteristiche di una infestante.
Anche se la menta non ha grandi esigenze in fatto di terreno questo dovrà essere legger e ben drenato mentre andranno assolutamente essere evitati i terreni pesanti e argillosi. La pianta inoltre non richiede potature, basta eliminare via via rametti e foglie secche per vederla rinvigorirsi. Durante il periodo estivo va innaffiata abbondantemente e in maniera regolare stando ben attenti però a non bagnare le foglie, mentre in inverno le innaffiature potranno essere sospese del tutto.
ECCO UNA PREPARAZIONE CON QUESTE FOGLIE:
L’ORIGANO
L’origano si può seminare in coltura protetta già in tardo inverno, oppure in primavera direttamente a dimora. I semi sono molto piccoli e per grandi quantità si semina un grammo di semi per metro quadrato.
Pressare appena i semi nel terreno sciolto, germineranno in 7-14 giorni.In caso di semina a dimora è bene diradare le piante se sono troppo fitte.
In caso di semina in semenzaio considerate una distanza di impianto di almeno 30-40 cm al momento del trapianto.
Entrambe le operazioni sono da effettuare quando le piantine sono sufficientemente sviluppate. Il raccolto si effettua scalarmente a partire dalla prima estate, quando la maggior parte dei fiori sono aperti ma non sfioriti.Le sommità fiorite dell’origano si raccolgono in mazzetti da essiccare all’ombra.
Potete conservarli in mazzetti, o sbriciolarli una volta essiccati e conservarli in un barattolo, lontano da umidità, luce e fonti di calore. Anche le foglie dell’origano si raccolgono per uso culinario, anche se meno aromatiche dei fiori.
A fine estate è bene fare andare a seme alcune piante, lasciando essiccare i fiori per poter raccogliere i semi. L’origano è coltivabile in vaso, purché non troppo piccolo.
Gradisce suolo asciutto e soprattutto una esposizione fortemente soleggiata.
IL TIMO
Il timo in cucina è un’ erba aromatica molto apprezzata, e viene adoperata per numerose preparazioni come, minestre, verdure, ripieni, sughi, frittate, carni arrosto, umidi e brasati, funghi, oli e aceti aromatici, ma anche pesce, frutta secca (ad es. fichi e susine).
Aggiunto alle carni conservate o alle salamoie rallenta la formazione di muffe, ed è anche utilizzato per le sue caratteristiche che aiutano a rendere più digeribiliparecchi cibi (soprattutto cacciagione e carni che richiedono una lunga cottura). Il timo viene usato anche per preparare liquori (ad es. il Benedictine), vini e sali aromatici.
TECNICA COLTURALE DEL TIMO
  1. Il Timo è una pianta dai climi temperati che ama il sole. La coltivazione pertanto deve avvenire in pieno sole.
  2. Riesce a tollerare per brevi periodi anche temperature di -10-15°C ma se tali temperature persistono per troppo tempo allora è bene proteggere le piante ricoprendole con dei teloni o riporle in luoghi riparati se coltivato in vaso. Non gradiscono le escursioni termiche troppo elevate alla ripresa vegetativa in primavera, con minime al di sotto di 0°C.
  3. Se viene coltivato in pieno campo è molto utile fare delle sarchiature. Le erbe infestanti non sono un grosso problema per il timo in quanto, dato il suo rigoglio vegetativo riesce a prevalere sulle malerbe anche se nei primi due anni di vita della pianta è bene tenerle sotto controllo.
  4. ANNAFFIATURA
  5. Non è particolarmente esigente però si avvantaggia di buone irrigazioni che favoriscono lo sviluppo delle parti verdi per cui è importante annaffiare spesso ma poco facendo attenzione a non inzuppare il terreno. Infatti il timo tollera la siccità ma non tollera in alcun modo i ristagni idrici o l’eccessiva umidità.
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